85) Bachelard. Caratteri della nuova scienza.
Nella nuova scienza i dati sono in realt dei risultati di
un'osservazione indiretta, in cui la riflessione  pi importante
dell'appercezione.
G. Bachelard, Il nazionalismo applicato, traduzione italiana di M.
Giannuzzi Bruno e L. Semerari, Dedalo libri, Bari, 1975, pagine
143.

 Il solo fatto del carattere indiretto delle determinazioni del
reale scientifico ci introduce in un regno epistemologicamente
nuovo. Per esempio, finch si trattava, secondo lo spirito
positivistico, di determinare i pesi atomici, la tecnica - certo
molto precisa - della bilancia era sufficiente. Ma quando nel
ventesimo secolo si isolano, e si pesano gli isotopi, occorre una
tecnica indiretta. Lo spettroscopio di massa, indispensabile per
questa tecnica,  fondato sull'azione dei campi elettrici e
magnetici. E' uno strumento che si pu ben qualificare indiretto
se lo si paragona alla bilancia. La scienza di Lavoisier che fonda
il positivismo della bilancia  in legame continuo con gli aspetti
immediati dell'esperienza usuale. Non  pi la stessa cosa quando
si aggiunge un elettrismo al materialismo. I fenomeni elettrici
degli atomi sono nascosti. Bisogna strumentarli in una
apparecchiatura che non ha un diretto significato nella vita
comune. Nella chimica di Lavoisier si pesa il cloruro di sodio
come nella vita quotidiana si pesa il sale di cucina. Le
condizioni di precisione scientifica, nella chimica positivista,
non fanno altro che accentuare le condizioni di precisione
commerciale. Da una precisione all'altra non si cambia il pensiero
della misura. Anche se si legge la posizione dell'ago fissato
all'asta della bilancia con un microscopio, non si abbandona il
pensiero di un equilibrio, di una identit di massa, cos
pacificamente fondamentale per la conoscenza comune. Per ci che
concerne lo spettroscopio di massa, siamo in piena epistemologia
discorsiva. Un lungo circuito nella scienza teorica  necessario
per comprenderne i dati. In realt, i dati sono qui dei risultati.
Ci si obietter che proponiamo una distinzione molto delicata per
separare la conoscenza comune e la conoscenza scientifica. Ma 
necessario comprendere che le sfumature sono qui filosoficamente
decisive. Non si tratta n pi n meno che della supremazia della
riflessione sull'appercezione, n pi n meno che della
preparazione noumenica dei fenomeni tecnicamente costituiti. Le
traiettorie che permettono di separare gli isotopi nello
spettroscopio di massa non esistono nella natura: occorre produrle
tecnicamente. Sono teoremi reificati. Dovremo mostrare che ci che
l'uomo fa in una tecnica scientifica del quarto periodo non esiste
nella natura e non  nemmeno una serie naturale dei fenomeni
naturali.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagina 543.
